De Napoli: "Maradona è il più grande di sempre. Bianchi mi cambiò l'esistenza, Ancelotti..."
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, l'ex calciatore Fernando De Napoli ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera.

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Fernando De Napoli ha fatto una riflessione sul calcio di oggi: "Seguo in tv. Per un po’ ho provato con i settori giovanili ma non mi piaceva niente. E allora meglio starsene a guardare dal divano e starsene con gli amici di infanzia".
Poi sul passaggio dal Napoli al Milan: "Passai da una rivoluzione all’altra: il Napoli di Maradona, il più grande di sempre. Di Careca, di Giordano, di Bagni, di Alemao, e, umilmente, con De Napoli, diede vita a un quadriennio simile a una favola: scudetti, Coppa Italia, Coppa Uefa, Supercoppa. Il Milan aveva avviato con Sacchi un’epoca strepitosa e Capello, che ne fu il successore, le diede ulteriore impulso. Gullit, Rijkaard, Donadoni, Maldini, Savicevic, il 'povero' Van Basten, Baresi, Costacurta, Boban: quanti altri vuole che ne citi?".
Conclusione di De Napoli sugli allenatori rimasti nel suo cuore: "Sacchi al Rimini, Bianchi che mi fece debuttare ad Avellino e poi mi volle a Napoli, Bigon, Ranieri, Capello, Trapattoni e poi, a Reggio Emilia, Ancelotti. In Nazionale, Bearzot e Vicini, con Maldini e Zoff negli staff. Ho ancora in testa gli allenamenti di Sacchi a Rimini. Bianchi mi ha cambiato l’esistenza, glielo devo. Capello aveva una personalità dominante. E Ancelotti cominciò mentre smettevo: persona speciale, la più bella che abbia conosciuto".








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